Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo

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mercoledì 13 aprile 2011

Speciale 150: la moneta dell’Italia-unita, dalla lira all’euro


Progettata nell’ambito delle Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, la mostra “La moneta dell’Italia-unita: dalla lira all’euro” organizzata dalla Banca d’Italia si svolge - sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica - dal 5 aprile al 3 luglio 2011 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma. Essa si propone di documentare le vicende politiche ed economiche dell’ unificazione monetaria del 1862, che portò all’adozione della lira, come parte del processo di costruzione dell’unità nazionale e sarà illustrata nei suoi aspetti internazionali e nei risvolti di vita quotidiana, allo scopo di avvicinare i cittadini ai temi della moneta e del ruolo che essa svolge nell’economia e nella vita sociale. Il filo della storia monetaria italiana nei 150 anni dall'Unità collega due episodi fondamentali: l’unificazione monetaria del paese, che la neonata Italia compie anche al fine di consolidare le basi della sua unità politica; più vicina a noi nel tempo, la partecipazione italiana all’unità monetaria europea. Questa storia, dalla lira all’euro, illustra un punto focale per noi contemporanei: l’importanza della stabilità monetaria e di una cultura politica ed economica che ne riconosca il valore. Seguirne e comprenderne le vicende, insieme ai suoi risvolti quotidiani, è anche un modo per avvicinarsi ai temi della moneta e del suo ruolo nell’economia e nella vita sociale. Alla celebrazione dei 150 anni dell’Unità del nostro paese la Banca d’Italia dà un contributo duplice. Ha promosso una vasta ricerca, alla quale collaborano numerosi studiosi anche stranieri, sulla capacità dell’economia italiana di rispondere ai grandi mutamenti dello scenario internazionale dalla nascita dello Stato unitario ad oggi.


venerdì 1 aprile 2011

Altri 100 posti per il concorso di dirigente tecnico

BY TUTTOSCUOLA
Dopo mesi di incertezze, di rinvii, di contenziosi vari, finalmente la settimana scorsa si sono svolte le prime prove scritte dell’atteso concorso per l’assunzione di 145 dirigenti tecnici (ex-ispettori) nell’Amministrazione scolastica centrale e periferica. Altre prove scritte specifiche per settore, in corso di svolgimento in questi giorni, completeranno questa fase importante del concorso per il migliaio e più di candidati che avevano superato le prove di preselezione nel settembre 2009. La lunga attesa e l'alto numero di candidati ha creato un po' di nervosismo e qualche inevitabile discrasia organizzativa, come riportato nello specifico forum del sito dedicato (www.mininterno.net), ma non ha certamente inficiato la regolarità di svolgimento delle prove, arrivate ormai alla loro conclusione. C’è ora comprensibile attesa, sia da parte dei candidati che da parte dell’Amministrazione, per l’iter successivo del concorso, vista la particolare attenzione che il ministro ha riservato alla funzione ispettiva a sostegno della valutazione del sistema di istruzione. Da parte della Commissione esaminatrice dovranno essere corretti 3-4 mila elaborati (le prove scritte erano tre) per poi dare avvio alle prove orali. Ci vorranno, quindi, diversi mesi e sarà difficile, se non impossibile, che il tutto si possa concludere entro questo anno. Se ne parlerà, dunque, l’anno prossimo, consentendo al sistema di avvalersi in pieno della cosiddetta “terza gamba” del sistema di valutazione che andrà ad aggiungersi all’Invalsi e all’Ansas. Nel frattempo i 145 posti vacanti di dirigente tecnico sono aumentati, visto i recessi e i pensionamenti di dirigenti che si sono aggiunti in questi tre anni, dopo la pubblicazione del bando di concorso. Alla data del 15 febbraio 2011 risultano infatti vacanti 259 posti, come riportato sul sito del Miur. Stupisce, comunque, il fatto che mentre la funzione tecnico-ispettiva viene rilanciata attribuendolo un ruolo più incisivo, il corrispondente organico sia stato ulteriormente ridotto all’osso (305 unità?), anziché essere adeguatamente rinforzato.