Cibo, sicurezza & coronavirus. Le precauzioni da prendere in cucina spiegate da...



        
                                                                                                Lavare bene le mani, evitare i luoghi affollati, tossire e starnutire nel gomito, stare a casa quando si ha febbre e sintomi influenzali. Ormai tutti conosciamo le norme di comportamento per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus, il Sars-CoV-2. Molti si chiedono quali regole seguire in cucina e se il virus può essere trasmesso attraverso il cibo. Abbiamo chiesto delucidazione ad Antonello Paparella, professore di Microbiologia alimentare all’università di Teramo.
“Normalmente – spiega Paparella – i virus che causano malattie respiratorie non si trasmettono per via alimentare”. Il dubbio nasce dal collegamento fra il primo focolaio cinese e l’ormai famigerato mercato del pesce e animali vivi di Wuhan, e da uno studio, ripreso da molti media nelle ultime settimane, che, analizzando 22 ricerche sulla persistenza di altri coronavirus sulle superfici, ha stabilito che possono resistere “fino a nove giorni”. “In realtà – precisa Paparella – non sappiamo ancora quanto persista questo virus nell’ambiente e sulle superfici. I lavori pubblicati su altri coronavirus indicano una persistenza su guanti e camici nell’ordine di ore e non di giorni. Tuttavia uno studio preliminare appena pubblicato segnala la presenza di Sars-CoV-2 nelle feci di alcuni pazienti e quindi la trasmissione alimentare non può essere esclusa a priori ma, se mai dovesse essere identificata, è possibile che sia eccezionale e non certo la regola”.


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