Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo

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lunedì 20 dicembre 2010

Natale 2010, festeggiare in sicurezza


Innanzitutto, la sicurezza dei giocattoli. Nel nostro Paese, ci sono norme che dettano precisi obblighi per i produttori, che prevedono sanzioni e ritiro dal mercato in caso di non ottemperanza e aiutano gli adulti a fare un acquisto senza pericoli. L'UNI, Ente Nazionale di Unificazione e CEI, Comitato Elettrotecnico Italiano, definiscono i principi generali di sicurezza. L'UNI ha elaborato le norme UNI En 71, che stabiliscono requisiti e metodi per garantire la sicurezza dei giocattoli per bambini fino ai 14 anni. Il CEI ha inoltre pubblicato le norme CEI En 62115 "Sicurezza dei giocattoli elettrici" e CEI En 50410 "Norme particolari per i robot decorativi", che si occupano di quegli oggetti che hanno almeno una funzione che dipende dall'elettricità, il cui collegamento deve poi rispondere ai requisiti previsti nella norma CEI En 61588. I giocattoli non devono presentare spigoli vivi e bordi taglienti; le parti sporgenti che possono provocare ferite o perforazioni devono essere protette; i meccanismi di apertura e chiusura devono avere dei dispositivi di bloccaggio automatico e molle e meccanismi in movimento non devono essere accessibili alle dita. I giocattoli che i bimbi più piccoli portano alla bocca, devono essere progettati in maniera tale che le parti che si possono staccare siano di dimensioni tali da non essere ingerite. I giocattoli nei quali bambini possono introdursi, debbono avere fori di ventilazioni e porte apribili senza sforzo. Devono riportare, infine, obbligatoriamente, la fascia di età dei giovani utilizzatori. Le avvertenze e le istruzioni per il montaggio e l'uso, devono poi essere redatte nella lingua ufficiale del paese di acquisto.

venerdì 17 dicembre 2010

Se l'Italia punta sull'ICT: le novità nella PA


«Intervenendo al convegno di Confindustria "Se l'Italia punta sull'ICT", il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta ha illustrato il considerevole stato di avanzamento del Piano e-Governement 2012 varato dal Governo lo scorso 21 gennaio 2009 con l'obiettivo di alimentare il processo di diffusione dell'ICT nel Paese»

«OCCUPAZIONE NEI SERVIZI INNOVATIVI E TECNOLOGICI: +2,1% NEL 1° SEMESTRE 2010 - E‘ la prima indicazione di crescita dalla fine del 2007, per un totale di 50.000 nuovi addetti. Trainanti le regioni del Nord e gli indipendenti»


"Se l’Italia punta sull’ICT" è il titolo del convegno di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, tenutosi ieri a Roma, e sembra indicare una delle poche ma sicure strade per uscire dalla crisi.
I dati forniti sull’occupazione in Italia infatti sono allarmanti: nel primo trimestre del 2010 ha registrato un –0,9%, con il settore dell’industria che arriva addirittura a un –5,4%; l’unico dato confortante arriva appunto dal settore ICT e Servizi Innovativi con un +2,1%. Insomma, i dati sembrano suggerire: se l’Italia punta sull’Ict, ha qualche speranza di farcela.
Infatti, il mercato Ict è uno tra i pochi che può vantare incremento degli ordinativi e ripresa delle vendite. La crescita però non è uniforme in tutto il Paese: perché se il Nord Ovest e il Nord Est fanno registrare ottimi risultati (rispettivamente +8,9 e +7,1%), il Centro scende a +2% e il Sud addirittura cala verso il segno negativo fino al –4,7%.
Brunetta: i servizi e-Gov italiani sono tra i migliori nell'UE
Al Convegno era presente il Ministro Brunetta che, in tema di ICT e innovazione nella PA, ha affermato che "nel confronto europeo la Commissione riconosce infatti che siamo tra i Paesi con le migliori performance per l'e-Government: primi per disponibilità e secondi per qualità dei 20 servizi online base". Il Ministro ha ricordato che l’European e-Government Benchmarking 2010 considera 5 livelli di sofisticazione nei servizi offerti: disponibilità online delle informazioni sulle procedure, possibilità di inviare e ricevere dati online, possibilità del pagamento online, completa automatizzazione dei servizi online con conseguente eliminazione del back-office. Proprio in base a questi criteri, l’ente internazionale "ci colloca infatti – specifica Brunetta - al primo posto (insieme a Svezia, Austria, Portogallo e Malta) per la disponibilità dei 20 servizi online base e al secondo posto (insieme a Germania, Svezia e Portogallo) per il livello della loro qualità: la gran parte di questi ha infatti raggiunto il quinto e ultimo livello di sofisticazione, quello dell'automatizzazione e personalizzazione del servizio".
fonte Comunicatori Pubblici

giovedì 16 dicembre 2010

"La scuola per ROMA 2020"

Il ministro Gelmini presenta il progetto del Miur a sostegno della candidatura italiana alle Olimpiadi 2020
O
ggi il ministro Mariastella Gelmini ha presentato il progetto “La scuola per ROMA 2020”.
Sono intervenuti il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport Rocco Crimi, il Presidente dell’Unione degli industriali e delle imprese di Roma Aurelio Regina e il componente della Giunta Nazionale del CONI Antonio Rossi. Attraverso questo progetto il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca intende sostenere la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, coinvolgendo le scuole in un programma di iniziative dedicate a questo importante evento, con l’obiettivo di diffondere tra gli studenti i valori più autentici dello sport e dello spirito olimpico come il fair play, la lealtà e il rispetto dell’avversario.
Progetti previsti

  • Trasmissioni TV sulle reti RAI In collaborazione con la RAI, saranno dedicate ai più giovani trasmissioni che ripercorreranno la storia dei Giochi, con un’attenzione particolare all’edizione di Roma 1960, illustrando il senso e i valori delle Olimpiadi.
  • Pillole multimediali
    Per avvicinare gli studenti all’esperienza olimpica saranno realizzate “pillole del sapere” (videoclip digitali) da proiettare nelle scuole attraverso le nuove lavagne interattive multimediali. In questo modo gli studenti potranno conoscere le Olimpiadi non solo dal punto di vista agonistico ma anche da quello storico e geografico, attraverso un excursus storico sulle origini dei Giochi e un viaggio virtuale alla scoperta delle città del mondo che hanno ospitato le edizioni del passato. I video descriveranno le discipline olimpiche, compresi gli sport introdotti di recente, le strutture previste per ROMA 2020, i motivi della candidatura e gli effetti che le Olimpiadi avranno sull’intero sistema Paese.Sono previsti inoltre manifesti e locandine da diffondere nelle scuole per promuovere la candidatura italiana ai Giochi.
  • Giochi sportivi studenteschi I Giochi sportivi studenteschi del 2011 saranno simbolicamente dedicati alla candidatura di ROMA 2020. Tutte le iniziative saranno evidenziate sul sito istituzionale del MIUR attraverso un banner fisso nella homepage generale.

Le altre iniziative previste

  • Racconta Roma e l’Italia al mondo Le scuole italiane saranno impegnate in un concorso nazionale, in collaborazione con la RAI, per realizzare uno spot su Roma e l’Italia da diffondere in tutto il mondo. I filmati migliori saranno trasmessi dalla RAI prima e durante le Olimpiadi.
  • My favorite sport is…
    Il MIUR promuoverà un concorso tra i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado per rappresentare il proprio sport olimpico preferito attraverso la realizzazione di un cortometraggio. I migliori lavori potrebbero essere presentati all’inizio delle gare delle rispettive discipline.
  • A scuola di… Olimpiadi
    Le scuole realizzeranno, in collaborazione con il Ministero e con il Comune di Roma, un portale sulle Olimpiadi destinato ai giovani. Il portale metterà a disposizione degli studenti materiale didattico e offrirà la possibilità di creare gemellaggi on-line con le scuole di tutti i Paesi che parteciperanno alle Olimpiadi. Gli studenti che elaboreranno i migliori progetti di gemellaggio saranno premiati con un soggiorno a Roma.
  • I tedofori della Scuola
    In occasione della tradizionale staffetta della Fiamma Olimpica, sarà prevista una staffetta parallela con la partecipazione degli studenti vincitori dei Giochi sportivi studenteschi.
  • Gli ambasciatori italiani per lo sport: incontri con atleti Olimpici nelle scuoleIl MIUR, in collaborazione con il CONI, organizzerà una serie di incontri nelle scuole con gli atleti che parteciperanno alle Olimpiadi 2020, al fine di promuovere i valori dello sport e incontrare atleti che, con le loro esperienze, rappresentano il migliore esempio di spirito olimpico.

lunedì 8 novembre 2010

IL PIANO DELLE PERFORMANCE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

«Definizione dell’identità dell’organizzazione;analisi del contesto esterno ed interno; definizione degli obiettivi strategici e delle strategie; definizione degli obiettivi operativi e dei piani operativi;comunicazione del Piano all’interno e all’esterno»

La Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche ha approvato la “Struttura e le modalità di redazione del Piano della performance” che trova immediata applicazione per le amministrazioni dello Stato mentre funge da linee guida per regioni, enti locali e Servizio sanitario nazionale.
Il Piano è un documento programmatico di durata triennale che consente la verifica interna ed esterna dell’operato delle pubbliche amministrazioni.
Il Piano è redatto con lo scopo di assicurare:

  • la qualità,
  • la comprensibilità.
  • l’attendibilità della rappresentazione della performance.

Nella stesura del Piano devono essere rispettati i seguenti principi generali:

  • trasparenza, immediata veridicità e verificabilità
  • partecipazione
  • coerenza interna ed esterna
  • orizzonte pluriennale.

Nella definizione del Piano occorre, inoltre, tenere conto di due elementi:il collegamento ed integrazione con il processo ed i documenti di programmazione economico-finanziaria e di bilanci e la gradualità nell’adeguamento ai principi e il miglioramento continuo.

Il processo di definizione del Piano segue cinque fasi logiche:

  • definizione dell’identità dell’organizzazione;

  • analisi del contesto esterno ed interno;

  • definizione degli obiettivi strategici e delle strategie;

  • definizione degli obiettivi operativi e dei piani operativi;

  • comunicazione del Piano all’interno e all’esterno.

Il completamento delle cinque fasi logiche consente la redazione e l’adozione del Piano.
Leggi "Struttura e modalità di redazione del Piano della performance"




giovedì 21 ottobre 2010

Dirigenti Scolastici:articolo 16 CCNL (codice disciplinare)

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Dipartimento per l’Istruzione Direzione Generale per il Personale scolastico - Ufficio II 1
CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO
RELATIVO AL PERSONALE DELL’AREA V DELLA DIRIGENZA PER IL QUADRIENNIO
NORMATIVO 2006-2009 ED IL PRIMO BIENNIO ECONOMICO 2006-2007
Art. 16
Codice disciplinare
1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza, sono fissati i seguenti criteri generali riguardo il tipo e l’entità di ciascuna delle sanzioni:
a) la intenzionalità della condotta, il grado di negligenza ed imperizia, la rilevanza della inosservanza degli obblighi e delle disposizioni violate;
b) le responsabilità connesse con l’incarico dirigenziale ricoperto, nonché con la gravità della lesione del prestigio dell’Amministrazione o con l’entità del danno provocato a cose o a persone, ivi compresi gli utenti;
c) l’eventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, anche connesse al comportamento tenuto complessivamente dal dirigente o al concorso nella violazione di più persone continua... Leggi tutto

giovedì 7 ottobre 2010

MIUR:Registrata alla Corte dei Conti la Direttiva generale sull'azione amministrativa e sulla gestione per l'anno 2010

ISTRUZIONE
«I provvedimenti di particolare rilevanza fin qui emanati, tra i quali,
la riforma della scuola primaria, le modalità di accesso all’inse-
gnamento e la sicurezza degli edifici scolastici, stanno già mutando
il contesto di riferimento in cui la scuola si trova ad operare,
indirizzandolo sempre più verso un sistema che sappia coniugare
rigore e apertura verso l'altro, educazione e tolleranza, serietà
negli studi e creatività.
In quest’ottica assume particolare importanza lo studio e l’approfon-
dimento dellanostra Carta Costituzionale, mappa dei nostri valori
fondanti come la libertà, la pace, il rispetto della dignità umana,
della vita, delle differenze ma anche la solidarietà e il rispetto
dell'ambiente. Si dovranno pertanto promuovere le diverse iniziative
di educazione trasversali tramite interventi integrati e sistematici,
ottimizzando anche l’uso delle risorse finanziarie: facendo confluire
tutte le azioni in materia educazione alla legalità o comunque
coordinandole nel più vasto quadro delle attività dirette a
realizzare le norme su “Cittadinanza e Costituzione”.
Anche la ricorrenza dei 150 anni dall’unità d’Italia potrà
costituire occasione di riflessione, di valorizzazione dell'identità
nazionale e dei principi fondanti della nostra Patria.
Essere consapevoli della nostra identità, per essere pronti ad
accogliere anche chi è diverso da noi.
Una scuolainclusiva, che accolga gli stranieri, deve insegnare
la nostra lingua, la nostra cultura, la nostra storia.
La scuola deve assolvere al compito di integrare, senza disperdere il
patrimonio di valori occidentali. Una scuola che offra pari opportunità
a tutti, che non lasci indietro nessuno. che funga da "ascensore
sociale" e che crei mobilità sociale nel Paese, in particolare al Sud.
Una scuola meritocratica.
Perché il merito è la più alta forma di democrazia poiché consente
a tutti, a prescindere dai mezzi economici e dalla provenienza
sociale, di realizzarsi nella vita»

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lunedì 13 settembre 2010

L'uomo solo al comando si fa superare

Manager. Il lettore può scoprire qual è
il suo stile di team leadership con un
questionario SDA Bocconi di Beatrice Bauer
e Massimo Magni, rispettivamente, docente
dell'Area organizzazione e personale della SDA
Bocconi e assistant professor del Dipartimento di management della Bocconi


Negli ultimi anni sempre più manager si rendono conto di non avere le nuove competenze necessarie per gestire con successo situazioni problematiche, di crisi o di cambiamenti continui, di non saper affrontare momenti di stress mantenendo calma ed equilibrio. Una recente ricerca condotta dall’Istituto di organizzazione e sistemi informativi della Bocconi ha messo in evidenza che il 56% dei manager intervistati percepiscono di avere troppe attività da completare, mentre il 57% pensa di non avere sufficiente tempo per svolgere i propri compiti.
Non stupisce quindi che la creazione di un team in grado di superare individualismi esasperati e di integrare competenze e atteggiamenti differenti sia uno dei problemi che maggiormente assorbe le energie dei leader di oggi. Una leadership basata sull’immagine dell’uomo forte, che impone le sue idee e ottiene acritica ubbidienza da parte del suo team, quello che “non dove chiedere mai“, non è più un fattore di successo.

Oggi, accanto alla conoscenza del mercato e del proprio business, è diventato fondamentale per un leader saper stimolare energia, partecipazione e proattività dei collaboratori, in un continuo equilibrio tra sé e gli altri. Spesso a questo aspetto di fondamentale importanza viene data scarsa attenzione: i leader non sanno interpretare per i propri collaboratori la loro visione del futuro, non sanno esprimere in modo attraente gli obiettivi da raggiungere, limitandosi a definire le singole azioni da svolgere avulse da una comprensione più ampia del contesto. Infatti, dai risultati delle nostre ricerche emerge che il 36% della differenza della capacità di innovare e il 44% della capacità di affrontare l’inatteso da parte dei team è attribuibile ai comportamenti del team leader. Ma quali sono i segreti dei leader che sono in grado di gestire efficacemente un team? I risultati hanno messo in luce elementi essenziali che aiutano il leader ad agire lo stile giusto al momento giusto.

Innanzitutto, l’autoconsapevolezza. I leader che sono in grado di gestire i team in modo efficace presentano un elevato livello di consapevolezza rispetto ai propri punti di forza e di debolezza. Questo aspetto consente di comprendere quando si sta affrontando qualcosa che va al di là delle proprie abilità e comprendere quali siano le conoscenze complementari necessarie a gestire situazioni ad elevata complessità.

Secondo, lo scouting. Oltre alla consapevolezza del sé, il team leader deve essere in grado di attivare il proprio network di conoscenze per comprendere dove risiedano le expertise necessarie per poter costruire in tempi rapidi un team che presenti diversità e competenze necessarie per gestire problemi complessi.

Terzo, la modularità. Autoconsapevolezza e scouting sono condizioni necessarie ma non sufficienti. Infatti, i team leader più efficaci sono coloro che riescono a modulare il proprio stile di conduzione con rapidità e coerentemente al contesto, alternando accentramento ed empowerment. La capacità di modulare i propri comportamenti non è innata ma richiede esperienza, esercizio, e molta costanza soprattutto perché la tendenza è di attuare schemi comportamentali simili che spingono verso uno stile ripetuto e “preferito”.

Per mettere in evidenza lo stile di team leadership che lo caratterizza, il lettore può compilare un questionario (http://www.sdabocconi.it/leadingteams). Riceverà in tempo reale un report sintetico che le offrirà un primo spunto individuale nell’analizzare i comportamenti che maggiormente lo contraddistinguono nella conduzione di un team, evidenziando i contesti in cui tali comportamenti sono maggiormente efficaci.
Per saperne di più, clicca QUi

venerdì 6 agosto 2010

MIUR:Elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica - anno scolastico 2010/2011

IUniScuoLa: Ecco la comunicazione (MIURAOODGOS prot. n. 5879 R.U./U - Circolare n.73) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della RicercaDipartimento per l'IstruzioneDirezione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l'Autonomia Scolastica
Roma, 5 agosto 2010
Oggetto: Elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica - anno scolastico 2010/2011.
Come di consueto, anche per l'anno scolastico 2010/2011 si procederà allo svolgimento delle elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica, secondo le procedure previste dall'ordinanza ministeriale n. 215 del 15 luglio 1991, modificata ed integrata dalle successive OO.MM. n. 267 del 4 agosto 1995, n. 293 del 24 giugno 1996 e n. 277 del 17 giugno 1998.Si ricorda che entro il 31 ottobre 2010 dovranno concludersi le operazioni di voto per gli organi di durata annuale e quelle per il rinnovo annuale della rappresentanza studentesca nel consiglio d'istituto – non giunto a scadenza - delle istituzioni scolastiche d'istruzione secondaria di II grado, con la procedura semplificata di cui agli articoli 21 e 22 dell'ordinanza citata.Le elezioni per il rinnovo dei consigli di circolo/istituto scaduti per decorso triennio o per qualunque altra causa, nonché le eventuali elezioni suppletive nei casi previsti, si svolgeranno secondo la procedura ordinaria di cui al titolo III dell'ordinanza medesima. La data della votazione sarà fissata dal Direttore generale di ciascun Ufficio scolastico regionale, per il territorio di rispettiva competenza, in un giorno festivo dalle ore 8 alle 12 ed in quello successivo dalle 8.00 alle 13.30, non oltre il termine di domenica 14 e di lunedì 15 novembre 2010.Nelle istituzioni scolastiche che comprendono al loro interno sia scuole dell'infanzia, primaria e/o secondaria di I grado sia scuole secondarie di II grado, invece, continuerà ad operare il commissario straordinario, non essendo ancora intervenuta una soluzione normativa circa la composizione del consiglio d'istituto delle scuole in questione.
IL DIRETTORE GENERALEF.to Mario Giacomo Dutto
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mercoledì 28 luglio 2010

SCUOLA: PRESENTATO IL PIANO NAZIONALE PER LA QUALITÀ E IL MERITO

Miglioramento dei processi di insegnamento e di apprendimento nelle scuole secondarie di 1o grado, test oggettivi standard predisposti dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), per rilevare le carenze di ogni singolo studente e pianificare azioni mirate per colmarne le lacune.
È quanto prevede il Piano Nazionale Qualità e Merito (PQM) presentato da Mariastella Gelmini il 15 luglio scorso. Le prove si faranno all'inizio dell'anno scolastico per evidenziare la reale preparazione degli studenti e saranno ripetute al termine dell’anno per verificare i miglioramenti ottenuti.
Gli Uffici Scolastici Regionali provvederanno ad individuare le scuole a cui richiederanno sia l’impegno a proseguire il progetto per un triennio (a decorrere dall’a.s. 2010/2011), sia l’autorizzazione alla conoscenza ed al relativo trattamento dei dati utili al monitoraggio ed alla valutazione.
Le azioni e le attività di miglioramento dovranno essere svolte prevalentemente durante la normale attività didattica curricolare.
Ulteriori percorsi extracurricolari potranno configurarsi per iniziativa delle singole istituzioni scolastiche nell’ambito dell’ampliamento della propria offerta formativa.
Quest’anno i test hanno impegnato 17.600 studenti, verificando le competenze solo per quanto riguarda la matematica; dal prossimo anno gli studenti interessati saranno 50.000 e saranno esaminati anche sull’italiano.
Con il nuovo anno scolastico 2010/2011, il PQM coinvolgerà 1.000 scuole medie e, dal 2011-2012, anche la scuola superiore.
Entro il 2013 il PQM raggiungerà il 50% delle scuole medie, e dal 2013 in poi sarà esteso gradualmente a tutte le scuole medie.
Leggi Il Piano Nazionale Qualità e Merito

mercoledì 7 luglio 2010

PRIVACY: SANZIONI E CONTROLLI NELL'ATTIVITÀ DEL 2009 SVOLTA DAL GARANTE

Circa 600 i provvedimenti collegiali adottati, 4000 le risposte date tra quesiti, reclami e segnalazioni.
360 i reclami presentati al Garante, 18 i pareri al Governo e al Parlamento. 400 le ispezioni adottate e più di 600 le violazioni amministrative contestate, compreso il primo semestre
2010.
43 le violazioni segnalate all’autorità giudiziaria nel 2009 e più di 3 milioni di euro le sanzioni già riscosse.
E' quanto emerge dalla Relazione sull’attività 2009 del Garante per la protezione dei dati personali che traccia il bilancio del lavoro svolto dall'Autorità e indica le prospettive di azione verso le quali intende muoversi il Garante nell’obiettivo di costruire una autentica ed effettiva protezione dei dati personali. Importante l’attività del Garante nel Gruppo di lavoro comune delle Autorità di protezione dati europee (WP29) in particolare riguardo ai Social network, ai motori di ricerca, alla privacy dei minori a scuola e su Internet, alle nuove regole per le comunicazioni elettroniche, alla definizione di standard internazionali comuni, alle "regole vincolanti di impresa", ai dati dei passeggeri aerei, all’utilizzo negli Usa per fini di lotta
al terrorismo dei dati Swift sulle transazioni finanziarie.
Intenso il lavoro nell’ ambito delle Autorità di controllo Schengen, Europol, Eurodac e soprattutto nel WPPJ, il Gruppo di lavoro appositamente istituito dalle Autorità garanti europee per la tutela dei cittadini nel settore della polizia, della sicurezza e della giustizia, che ha visto riconfermata per altri due anni la Presidenza al Garante italiano.
Leggi Privacy: sanzioni e controlli nell'attività del 2009

giovedì 10 giugno 2010

Organico di diritto del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (A.T.A) - anno scolastico 2010/2011

«tagli agli organici della scuola ...altri 16 mila posti di personale Ata»

IUniScuoLa: Ecco la nota di trasmissione Prot. n 5706 dgper 9 giugno 2010 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca- Dipartimento per l'istruzione-Direzione Generale per il personale scolastico - Uff. V -
Oggetto: Organico di diritto del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (A.T.A) - anno scolastico 2010/2011 – Trasmissione schema di decreto interministeriale.
Si trasmette, in allegato, lo schema di decreto interministeriale concernente l’oggetto, al fine di consentire alle SS.LL., per garantire il corretto e regolare avvio del prossimo anno scolastico, di definire tempestivamente le procedure concernenti la determinazione dell’organico e, quindi, della mobilità del personale.
Eventuali modifiche che dovessero essere apportate al provvedimento, in sede di disamina congiunta con il Dicastero dell’Economia, saranno tempestivamente rese note per l’ adozione degli eventuali provvedimenti di conseguenza.
Come già operato per l’anno scolastico 2009/2010, mediante il decreto interministeriale 20 luglio 2009, n. 65, con l’odierno schema di decreto viene data attuazione, per il secondo anno, al Regolamento approvato con il DPR 22 luglio 2009, n. 119 con il quale è stato previsto che nel triennio 2009-2011 le dotazioni del personale ata debbano essere ridotte, rispetto al 2008/2009, nella misura del 17% dell’organico relativo all’anno scolastico 2007/2008. Viene apportata altresì,
per l’ultimo anno, l’ulteriore riduzione di 1000 posti, secondo quanto previsto dalla finanziaria 244/2007.
In via preliminare, si ritiene opportuno porre in evidenza che allo schema di decreto sono allegate le analoghe tabelle annesse al citato Regolamento. L’applicazione delle medesime ingenera la riduzione complessiva prevista, a regime, a decorrere dall’anno scolastico 2011/2012.
Di conseguenza, in analogia alla modalità adottata per il corrente anno scolastico, le tabelle 1, 2 e 3 saranno applicate, mediante le apposite procedure del Sistema informativo, nella misura di 2/3 rispetto al loro sviluppo complessivo.
Si evidenzia, inoltre, l’esigenza che in attuazione del Regolamento medesimo, le SS.LL. avviino con la massima tempestività le necessarie interlocuzioni con la Regione e gli Enti locali, al fine della ripartizione della dotazione regionale di cui alla tabella A, annessa al decreto, in contingenti provinciali.
Nella fase successiva, i provvedimenti consequenziali, di definizione delle dotazioni
provinciali saranno adottati previa informativa alle organizzazioni sindacali rappresentative.
Lo schema di decreto, in quanto applicativo della disciplina contenuta nel Regolamento, ripropone, sostanzialmente, le disposizioni già utilizzate per la determinazione dell’organico mediante il richiamato decreto 65/2009.
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lunedì 31 maggio 2010

UNA FOTOGRAFIA DEL NOSTRO PAESE NEL RAPPORTO ISTAT RELATIVO AL 2009


Promuovere, grazie a dati statistici rigorosi, un dibattito pubblico suipunti di forza e di debolezza dell'Italia, sulle politiche, sulla proiezione del progresso della società a breve e a lungo termine in un contesto,il biennio 2008-2009, che ha visto scatenarsi la più grande crisidal secondo dopoguerra.
Sono questi gli obiettivi del Rapporto annuale curato dall'Istat presentato il 26 maggio 2010. Giunto alla XVIII edizione, l'edizione di quest'anno è diviso in quattro capitoli, concentrati particolarmente sulla crisi economica e la congiuntura internazionale,sull'andamento della recessione e sulle dinamiche e le caratteristichedel sistema produttivo italiano.
L'impatto della crisi viene misurato sul lavoro, sugli individui e sulle famiglie.
Ampio spazio è dedicatoal tema della sostenibilità: economica, sociale e ambientale. Ilrapporto pone enfasi sulla necessità di non soffermarsi soltantosulle difficoltà e le incertezze del presente, ma di elaborare lepossibili soluzioni per assicurare un orizzonte di benessere alle generazioniattuali e a quelle future.Il rapporto offre un'analisi sulle condizioni che influiscono sullo sviluppoa lungo termine del Paese, nell'ottica della Strategia Europa 2020, diprossima approvazione da parte della Commissione Europea, che mira a faruscire l'Europa dalla crisi e rilanciarla per affrontare le sfide del prossimodecennio.

venerdì 21 maggio 2010

www.iuniscuola.it sito web IUniScuoLa Italia


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Sindacato Autonomo

Via Olona n.19-20123 Milano Tel/fax +39 02 39810868

Sul sito web http://www.iuniscuola.it/ di IUniScuoLa Italia

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lunedì 17 maggio 2010

Lavoro: anche qui una legge all'avanguardia, ma l'applicazione...*

Sarà quello del 30 giugno il termine ultimo per la presentazione della quinta Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 68/99, per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Ma le premesse non sono certo confortanti e ci sono tutti i presupposti perché quanto constatato dalle precedenti Relazioni - applicazione della legge "a macchia di leopardo", con disomogeneità territoriale dei servizi offerti, oltre ad assenza di standard qualitativi di riferimento - venga sostanzialmente confermato o peggio. Ecco l'ulteriore caso di una legge italiana all'avanguardia anche in Europa, applicata però ancora con grandi difficoltà
Manca poco alla quinta Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 68/99 per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità: il 30 giugno, infatti, sarà il termine ultimo per avviare una discussione su quanto è stato fatto e quanto ancora resta da fare per garantire in Italia lavoro e occupazione a chi vive una disabilità.La Legge 68 - per quanto ritenuta nell'Unione Europea una norma d'avanguardia nella predisposizione e nell'organizzazione degli strumenti utili al collocamento mirato delle persone con disabilità - trova nella sua applicazione "a macchia di leopardo" e nell'assenza di standard qualitativi di riferimento i suoi limiti maggiori. A ben vedere, infatti, l'ultima Relazione al Parlamento - quella del 2008 su dati del 2006 e 2007 - indicava proprio nella disomogeneità territoriale dei servizi offerti e nell'assenza di standard di prestazione il vulnus del mancato assorbimento di tante richieste di lavoro. Così anche le Relazioni precedenti. A fronte di un numero di domande in costante aumento, emergono difficoltà reali non solo nell'organizzazione dei servizi di offerta di lavoro, ma anche nella soddisfazione delle quote d'obbligo.Al 31 dicembre 2007, dunque, risultavano iscritte al collocamento obbligatorio 768.394 persone di cui il 48% donne, a fronte dei 699.886 del 2006 e dei poco meno di 550.000 del 2005. Il 60% delle domande è ascrivibile a cittadini del Sud Italia. A questa crescente domanda - che diventa poi aspettativa per molte persone con disabilità - non corrisponde una reale messa a punto degli strumenti predisposti dai Centri per l'Impiego.Secondo dati prodotti nel 2005 dall'ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori), emerge chiaramente la fatica di questi istituti nell'attivare quanto è loro richiesto dalla Riforma per i Servizi per l'Impiego (il cosiddetto "Pacchetto Treu"). Soltanto la metà dei Centri per l'Impiego, infatti, ha attivato sportelli per il collocamento mirato, dove non solo elaborare progetti individuali di presa in carico, ma anche pensare a nuove forme di inserimento lavorativo. E solo due terzi dei Centri sono accessibili alle persone in carrozzine o a quelle con disabilità sensoriale. Inoltre, salgono gli avviamenti al lavoro, ma a causa della crisi si abbassano le quote d'obbligo nelle aziende private che via via riducono i dipendenti.E del resto la Legge 68 parla chiaro: il legislatore promuove l'inserimento e l'integrazione lavorativa della persona disabile. Come? Attraverso due strumenti: il collocamento mirato e le assunzioni obbligatorie. Il collocamento mirato comprende quell'insieme di strumenti tecnici e di supporto per valutare le persone (il cosiddetto "bilancio di competenze") e inserirle nei posti più adatti alle loro capacità residue. Le assunzioni obbligatorie per quote, invece, riguardano sia gli enti pubblici che le aziende private. Incentivi alle assunzioni e convenzioni a chiamata nominativa aiutano a completare il quadro.La riforma dei Servizi per l'Impiego ha affidato alle Regioni il compito di provvedere all'organizzazione dei sistemi regionali per l'impiego e delle politiche attive per il lavoro, riservando allo Stato un ruolo di coordinamento, secondo quanto stabilito dal Decreto Legislativo 469/97. Con tale Decreto - decentrando alle Regioni e alle Province Autonome le funzioni e i compiti in materia di mercato del lavoro - si è sostanzialmente dato avvio a un modello regionale del sistema dei Servizi per l'Impiego, che ha permesso il superamento del vecchio collocamento basato sulle Sezioni Circoscrizionali per l'Impiego.Promozione, orientamento, tirocini, incontro tra domanda e offerta sono diventati dunque gli strumenti d'azione aggiuntivi, mentre le nuove strutture - i già citati Centri per l'Impiego - affidate alla gestione delle Province, sono state chiamate a un nuovo ruolo di azione sul territorio, con la finalità di portare a pieno regime la funzionalità di tutti i servizi entro il 2006, in concomitanza con la chiusura della programmazione del Fondo Sociale Europeo. Un appuntamento, questo, al quale l'Italia non è arrivata prerparata, nonostante la sua Legge 68 sia, come detto, all'avanguardia.Va ricordato infine che l'Unione Europea, nel proprio Piano d'Azione 2008-2009, aveva indicato nella messa in atto della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e nell'elaborazione di una direttiva antidiscriminazione, una serie di strumenti utili a coniugare disabilità e lavoro: accessibilità dei Centri per l'Impiego, occupazione all'insegna di flessibilità e assistenza, inclusione attiva, misure positive e supporto al reddito per i periodi di disoccupazione.
*Testo pubblicato da «Redattore Sociale», con il titolo di Lavoratori disabili: legge 68 applicata "a macchia di leopardo", qui ripreso, con lievi adattamenti, per gentile concessione
Fonte Superando.it

mercoledì 5 maggio 2010

Istruzioni operative per le aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l'emarginazione scolastica - a.s. 2009/2010

IUniScuoLa: ecco la nota prot. n. 3152 del 3 maggio 2010 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della RicercaDipartimento per l'IstruzioneDirezione Generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazioneUfficio VI
Oggetto: Art. 9 del C.C.N.L. Comparto Scuola – Misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica. Anno Scolastico 2009/10.
In data 16 marzo 2010 è stato sottoscritto da questo Ministero e dalle OO.SS. il contratto integrativo nazionale, attualmente in via di registrazione, finalizzato a stabilire i criteri e i parametri di attribuzione delle risorse per le scuole collocate in aree a rischio educativo, con forte processo immigratorio e per la dispersione scolastica, così come previsto dal vigente CCNL (art. 9, comma 2, lettera d). Il ritardo nell’avvio della contrattazione, dovuto anche a difficoltà connesse alla riorganizzazione degli uffici, non ha consentito di procedere ad una rivisitazione dei criteri finora seguiti. Pertanto, la decisione di assegnare le risorse per l’anno scolastico 2009/2010 secondo i criteri già in atto, discende altresì dalla valutazione che in varie sedi i progetti sono già in corso e sono stati progettati e realizzati secondo i precedenti criteri. L’analisi delle relazioni di monitoraggio e valutazione, relative all’anno scolastico 2008/2009, inviate da codesti Uffici alla scrivente Direzione Generale ha, tuttavia, consentito di elaborare un quadro riassuntivo delle situazioni in atto, mettendo in evidenza punti di forza e criticità, nonché interessanti proposte per il futuro che nascono dalla sperimentazione delle azioni in situazione.Nel corso degli incontri con le OO.SS. è stata, perciò, evidenziata e condivisa la necessità di procedere al finanziamento dei progetti delle istituzioni scolastiche, già avviati e in corso, suddividendo il fondo a disposizione sulla base dei medesimi criteri adottati per lo scorso anno, secondo la tabella, allegata alla presente circolare. Come è noto, il comma 2 dell’art. 9 del vigente C.C.N.L. – Comparto Scuola, dispone che ogni Direttore Generale regionale stipuli apposito contratto integrativo con le Organizzazioni Sindacali firmatarie del C.C.N.L. al fine di definire i criteri di utilizzo da parte delle scuole del fondo accreditato da questo Ministero, la durata dei progetti, gli obiettivi delle azioni nell’ottica della prevenzione del disagio e della lotta all’emarginazione scolastica, nonché i sistemi di rilevazione dei risultati da comunicare alla scrivente e alle Organizzazioni Sindacali medesime. Pertanto, al fine di garantire l’efficacia delle misure e degli interventi concordati, si raccomanda alle SS.LL. di procedere rapidamente all’avvio della contrattazione per la stipula dei contratti integrativi regionali con le OO.SS., i quali saranno sottoscritti all’esito della procedura di certificazione del contratto integrativo nazionale, esito che sarà tempestivamente comunicato.Le SS.LL. medesime, conclusa la contrattazione integrativa regionale, vorranno trasmettere all’Ufficio scrivente il relativo atto negoziale per l’acquisizione di ogni utile notizia a sostegno della sollecita attuazione dei progetti e per l’andamento dei connessi adempimenti di monitoraggio e valutazione finale.Come sempre, pare opportuno ricordare la necessità che le azioni progettuali da finanziare attribuiscano particolare attenzione ai seguenti elementi:
inserimento dei progetti nel Piano dell’Offerta Formativa di ciascuna scuola coinvolta e piena consapevolezza e sensibilizzazione del corpo docente rispetto a tale impegno,
centralità della persona e dei suoi bisogni e personalizzazione dell’apprendimento, nonché attenzione prioritaria agli studenti a rischio di dispersione e di abbandono per qualsivoglia ragione, ai nomadi e agli studenti di recente immigrazione non italofoni,
ricerca del coinvolgimento attivo di tutte le componenti scolastiche nelle azioni progettate, con particolare attenzione per i genitori e gli altri soggetti territoriali, nell’intento di realizzare una reale “alleanza educativa” con questi soggetti,
utilizzo di una didattica coinvolgente e a carattere laboratoriale, che favorisca il ruolo attivo dello studente e un apprendimento per scoperta, affrontando problemi e compiti avvertiti dallo studente come significativi per il contesto in cui vive e per la propria storia personale.
Le competenti commissioni regionali provvederanno a selezionare e definire i progetti finanziabili, sulla base dei criteri sopra indicati nonché in relazione con le priorità e le risorse disponibili territorialmente. A conclusione di tale operazione, le SS.LL. avranno cura di trasmettere allo scrivente Ufficio l’elenco delle istituzioni scolastiche destinatarie dei finanziamenti, comunque non oltre il 30 maggio 2010.Anche per il corrente anno scolastico, secondo quanto disposto dall’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), le rimesse finanziarie saranno effettuate direttamente dalla Direzione Generale per la Politica Finanziaria e per il Bilancio. Il finanziamento relativo all’anno finanziario 2009 è compreso nei capitoli 1188, 1179, 1183 e 1203, ognuno denominato “Fondo per le competenze dovute al personale delle istituzioni scolastiche, con esclusione delle spese per stipendi del personale a tempo indeterminato e determinato”, rispettivamente per l’istruzione prescolastica, l’istruzione elementare, l’istruzione secondaria di 1° e 2° grado, iscritti nello stato di previsione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.Le risorse finanziarie di cui trattasi, relative all’anno scolastico 2009/2010, sono attribuite direttamente alle istituzioni scolastiche, i cui progetti risultino approvati, nell’ambito dei finanziamenti complessivi ripartiti tra gli Uffici Scolastici Regionali, secondo gli importi riportati nell’allegata tabella “A”. Si rammenta che la quota di finanziamento, disponibile per ogni regione ed assegnata, a seguito di ripartizione, ai singoli istituti scolastici, è da considerarsi comprensiva degli oneri a carico dello Stato.Sembra, altresì, opportuno suggerire alle SS.LL., nell’ambito di una razionalizzazione delle politiche dell’istruzione, la necessità di gestire in un’ottica unitaria i finanziamenti provenienti a ciascun USR e destinati al medesimo ambito di intervento, ancorché provenienti da differenti capitoli di bilancio o da Soggetti istituzionali diversi dall’Amministrazione centrale. E’ importante che la stessa impostazione di gestione unitaria delle risorse venga adottata anche dalle Istituzioni scolastiche, al fine di evitare o ridurre al minimo la frammentazione della progettualità. Infine, in considerazione del fatto che il C.C.N.L. - Comparto Scuola è scaduto il 31 dicembre 2009, e che questo costituisce al momento reale impedimento per l’avvio tempestivo del confronto con le OO.SS. per l’individuazione di nuovi criteri e parametri per l’ assegnazione delle risorse per il 2010-2011, si raccomanda alle SS.LL. di fare presente alle scuole, che hanno in corso progettazioni pluriennali con prosecuzione degli stessi anche nel prossimo anno scolastico, che la contrattazione nazionale per il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro non è ancora avviata e che vi può essere la possibilità di una radicale revisione dell’istituto contrattuale dell’art. 9 stesso, tale da non rendere, allo stato, queste risorse certe e disponibili per gli anni successivi e per le medesime finalità.Unita alla presente e corredata dalla tabella A, si trasmettono il contratto integrativo siglato e le schede, una generale e l’altra analitica, che le SS.LL. utilizzeranno per la trasmissione allo scrivente Ufficio, entro il 30 maggio 2010, dell’elenco delle scuole i cui progetti, previamente validati e graduati, siano stati ammessi al finanziamento di cui all’oggetto, e si raccomanda di prestare massima attenzione alla compilazione della stessa specie nel riportare correttamente i codici meccanografici delle istituzioni scolastiche assegnatarie delle risorse, al fine di evitare ritardi o errori nell’assegnazione delle stesse.Si ringrazia per la consueta fattiva collaborazione.
IL VICE DIRETTORE GENERALEf.to Sergio Scala

Allegati:

Tabella A Scarica

C.C.N.L. Scarica

Scheda Generale Scarica

Scheda Analitica Scarica

lunedì 3 maggio 2010

Polverini da Formigoni: "Voglio una sanità alla lombarda"

L'incontro tra i presidenti della Regione Lazio, Renata Polverini, e della Regione Lombardia, Roberto Formigoni




Da oggi pomeriggio sulla scrivania del presidente della Regione Lazio ci sarà il simbolo della Lombardia. L'ha confidato ai giornalisti Renata Polverini, al termine del colloquio, a Palazzo Pirelli con il presidente Formigoni, che le ha fatto dono di una scultura di Arnaldo Pomodoro che rappresenta la Rosa Camuna. Si è trattato di un lungo colloquio dopo il voto regionale in cui "abbiamo verificato - ha riferito Formigoni - una perfetta sintonia sulla gerarchia degli obiettivi importanti, abbiamo esaminato i rispettivi problemi e le prospettive, aprendo un canale di dialogo e di collaborazione".Il presidente lombardo ha sottolineato che "siamo entrambi federalisti alla maniera del PdL, crediamo cioè nel rafforzamento del ruolo delle Regioni a vantaggio dei cittadini e non della burocrazia. E' un federalismo che concepiamo fondato sulla sussidiarietà, sulla centralità della persona e della famiglia, sul lavoro e sul sostegno alle imprese". "Dovevo venire a trovare Roberto Formigoni - ha detto Renata Polverini - punto di riferimento per tutto il centro-destra e presidente della Regione economicamente più importante d'Italia". Polverini ha parlato di un "asse" tra Lazio e Lombardia "che possa contribuire al benessere dell'intero Paese, nel quadro di un federalismo solidale e a vantaggio dei cittadini e non degli apparati politici e burocratici"."Nella mia Regione - ha proseguito la presidente del Lazio - ho ereditato criticità ed emergenze: ritengo molto importante lo scambio di idee con chi guida una Regione virtuosa". Il riferimento è in particolare alla sanità, "commissariata, che da sola rappresenta il 60% del deficit sanitario nazionale. Intendo prendere esempio dal sistema di monitoraggio e di controllo delle prestazioni della Lombardia, e farlo diventare uno dei fattori fondamentali di una riforma sanitaria nel Lazio". "Pensa davvero di riuscirci", le è stato chiesto da un giornalista. "Sì, lo penso davvero".
(Lombardia Notizie - Ln - Milano 3 maggio 2010)

mercoledì 28 aprile 2010

Definita la nuova giunta regionale del Lazio


Ecco i nomi della Giunta composta di 13 Assessori (14 Assessorati) rispetto ai 16 precedenti.
Il presidente Renata Polverini ha nominato i seguenti assessori:
Fabio Armeni all’Urbanistica e Territorio;
Francesco Battistoni alle Politiche agricole;
Teodoro Buontempo alla Casa, Tutela dei consumatori e Terzo settore;
Giuseppe Cangemi agli Enti locali e Sicurezza; Stefano Cetica al Bilancio;
Antonio Cicchetti (foto) all’Istruzione e Cultura;
Pietro Di Paoloantonio alle Attività produttive e rifiuti;
Francesco Lollobrigida alla Mobilità e ai Trasporti;
Luca Malcotti alle Infrastrutture e Lavori pubblici;
Marco Mattei all’Ambiente;
Fabiana Santini all’Arte, Sport e Politiche giovanili;
Stefano Zappalà al Turismo e Made in Lazio;
Mariella Zezza al Lavoro, Politiche sociali e Famiglia

sabato 24 aprile 2010

Regione Lazio, Giunta Polverini a breve




Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini dovrà ufficializzare a breve i nomi degli assessori della sua giunta. Dopo il pasticcio liste la cosa non è delle più semplici: c'è da accontentare gli esclusi dal consiglio più o meno di nome. Secondo rumors gli assessori che dovrebbero andare all'ex Forza Italia sono 6: due quote rosa Fabiana Santini, assistente di Scajola, e l'imprenditrice di Latina vicina al deputato Claudio Fazzone, Gina Cetrone. Poi ci sarebbero Pino Cangemi, spinto dal Pdl a Roma Nord fin su a Cesano, quartier generale del quasi sicuro assessore fedele di Gianni Sammarco; Fabio Armeni, Massimiliano Maselli, e Francesco Battistoni di Viterbo.


Negli ex AN ci sono quelli tra le quote dei tre capicorrente Augello (unico nella ex An a schierarsi con Gianfranco Fini nello strappo da Berlusconi), Rampelli, e Alemanno. Al primo dovrebbe andare il quasi certo Bruno Prestagiovanni, già assessore nell'era Storace, e si vocifera un posto in giunta anche per la psicologa assessore al Comune di Roma per le politiche Sociali, Sveva Belviso, che qualora dovesse entrare nella giunta Polverini, lascerebbe il posto a Luca Malcotti, già uomo Ugl Roma, a quanto pare lasciato a secco dalla Polverini. A Rampelli spetterà senza dubbio un assessorato per Francesco Lollobrigida, e probabilmente per il reatino Antonio Cicchetti. Al sindaco Alemanno dovrebbe andare Pietro Di Paolo, compagno di vita della deputata Barbara Saltamartini. Franco Fiorito, sempre quota Alemanno, potrebbe essere il capogruppo Pdl alla Pisana.

Luciano Ciocchetti dell'UDC dovrebbe andare alla vicepresidenza del Consiglio e l'assessorato di Fabio Forte di Frosinone.
In quota Polverini dovrebbe esserci l'assessorato di Mariella Zezza e quello di Olimpia Tarzia. Per la Destra di Storace l'assessorato sarà quasi certamente quello di Teodoro Buontempo.
La presidenza del Consiglio dovrebbe andare invece a Mario Abruzzese, uomo di Alfredo Pallone, anche se nei giorni dopo il voto era ventilato il nome di Francesco Storace, al quale forse sarà impedita la candidatura in questo senso a motivo degli incarichi presso la giunta Alemmano per Roma Capitale.


Destino incerto per gli esclusi come Luigi Celori, Donato Robilotta, Pierpaolo Terranova, Vincenzo Saraceni, Tommaso Luzzi, Enrico Folgori. I quali potranno essere paracadutati nei consigli di amministrazione delle aziende regionali. Nel Pdl ex Forza Italia ci sarebbe tuttavia un pò di mal di pancia nei confronti di Augello, unico dei tre capicorrente romani ad aver preso le parti di Fini nella querelle contro Berlusconi. Il fatto che ad Augello - e quindi a Fini - potrebbero andare ben due assessorati, non garba a coloro che al Circo Massimo hanno visto Berlusconi fare campagna elettorale senza Gianfranco Fini. (L'UNICO)