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lunedì 31 maggio 2010

UNA FOTOGRAFIA DEL NOSTRO PAESE NEL RAPPORTO ISTAT RELATIVO AL 2009


Promuovere, grazie a dati statistici rigorosi, un dibattito pubblico suipunti di forza e di debolezza dell'Italia, sulle politiche, sulla proiezione del progresso della società a breve e a lungo termine in un contesto,il biennio 2008-2009, che ha visto scatenarsi la più grande crisidal secondo dopoguerra.
Sono questi gli obiettivi del Rapporto annuale curato dall'Istat presentato il 26 maggio 2010. Giunto alla XVIII edizione, l'edizione di quest'anno è diviso in quattro capitoli, concentrati particolarmente sulla crisi economica e la congiuntura internazionale,sull'andamento della recessione e sulle dinamiche e le caratteristichedel sistema produttivo italiano.
L'impatto della crisi viene misurato sul lavoro, sugli individui e sulle famiglie.
Ampio spazio è dedicatoal tema della sostenibilità: economica, sociale e ambientale. Ilrapporto pone enfasi sulla necessità di non soffermarsi soltantosulle difficoltà e le incertezze del presente, ma di elaborare lepossibili soluzioni per assicurare un orizzonte di benessere alle generazioniattuali e a quelle future.Il rapporto offre un'analisi sulle condizioni che influiscono sullo sviluppoa lungo termine del Paese, nell'ottica della Strategia Europa 2020, diprossima approvazione da parte della Commissione Europea, che mira a faruscire l'Europa dalla crisi e rilanciarla per affrontare le sfide del prossimodecennio.

venerdì 21 maggio 2010

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lunedì 17 maggio 2010

Lavoro: anche qui una legge all'avanguardia, ma l'applicazione...*

Sarà quello del 30 giugno il termine ultimo per la presentazione della quinta Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 68/99, per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Ma le premesse non sono certo confortanti e ci sono tutti i presupposti perché quanto constatato dalle precedenti Relazioni - applicazione della legge "a macchia di leopardo", con disomogeneità territoriale dei servizi offerti, oltre ad assenza di standard qualitativi di riferimento - venga sostanzialmente confermato o peggio. Ecco l'ulteriore caso di una legge italiana all'avanguardia anche in Europa, applicata però ancora con grandi difficoltà
Manca poco alla quinta Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 68/99 per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità: il 30 giugno, infatti, sarà il termine ultimo per avviare una discussione su quanto è stato fatto e quanto ancora resta da fare per garantire in Italia lavoro e occupazione a chi vive una disabilità.La Legge 68 - per quanto ritenuta nell'Unione Europea una norma d'avanguardia nella predisposizione e nell'organizzazione degli strumenti utili al collocamento mirato delle persone con disabilità - trova nella sua applicazione "a macchia di leopardo" e nell'assenza di standard qualitativi di riferimento i suoi limiti maggiori. A ben vedere, infatti, l'ultima Relazione al Parlamento - quella del 2008 su dati del 2006 e 2007 - indicava proprio nella disomogeneità territoriale dei servizi offerti e nell'assenza di standard di prestazione il vulnus del mancato assorbimento di tante richieste di lavoro. Così anche le Relazioni precedenti. A fronte di un numero di domande in costante aumento, emergono difficoltà reali non solo nell'organizzazione dei servizi di offerta di lavoro, ma anche nella soddisfazione delle quote d'obbligo.Al 31 dicembre 2007, dunque, risultavano iscritte al collocamento obbligatorio 768.394 persone di cui il 48% donne, a fronte dei 699.886 del 2006 e dei poco meno di 550.000 del 2005. Il 60% delle domande è ascrivibile a cittadini del Sud Italia. A questa crescente domanda - che diventa poi aspettativa per molte persone con disabilità - non corrisponde una reale messa a punto degli strumenti predisposti dai Centri per l'Impiego.Secondo dati prodotti nel 2005 dall'ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori), emerge chiaramente la fatica di questi istituti nell'attivare quanto è loro richiesto dalla Riforma per i Servizi per l'Impiego (il cosiddetto "Pacchetto Treu"). Soltanto la metà dei Centri per l'Impiego, infatti, ha attivato sportelli per il collocamento mirato, dove non solo elaborare progetti individuali di presa in carico, ma anche pensare a nuove forme di inserimento lavorativo. E solo due terzi dei Centri sono accessibili alle persone in carrozzine o a quelle con disabilità sensoriale. Inoltre, salgono gli avviamenti al lavoro, ma a causa della crisi si abbassano le quote d'obbligo nelle aziende private che via via riducono i dipendenti.E del resto la Legge 68 parla chiaro: il legislatore promuove l'inserimento e l'integrazione lavorativa della persona disabile. Come? Attraverso due strumenti: il collocamento mirato e le assunzioni obbligatorie. Il collocamento mirato comprende quell'insieme di strumenti tecnici e di supporto per valutare le persone (il cosiddetto "bilancio di competenze") e inserirle nei posti più adatti alle loro capacità residue. Le assunzioni obbligatorie per quote, invece, riguardano sia gli enti pubblici che le aziende private. Incentivi alle assunzioni e convenzioni a chiamata nominativa aiutano a completare il quadro.La riforma dei Servizi per l'Impiego ha affidato alle Regioni il compito di provvedere all'organizzazione dei sistemi regionali per l'impiego e delle politiche attive per il lavoro, riservando allo Stato un ruolo di coordinamento, secondo quanto stabilito dal Decreto Legislativo 469/97. Con tale Decreto - decentrando alle Regioni e alle Province Autonome le funzioni e i compiti in materia di mercato del lavoro - si è sostanzialmente dato avvio a un modello regionale del sistema dei Servizi per l'Impiego, che ha permesso il superamento del vecchio collocamento basato sulle Sezioni Circoscrizionali per l'Impiego.Promozione, orientamento, tirocini, incontro tra domanda e offerta sono diventati dunque gli strumenti d'azione aggiuntivi, mentre le nuove strutture - i già citati Centri per l'Impiego - affidate alla gestione delle Province, sono state chiamate a un nuovo ruolo di azione sul territorio, con la finalità di portare a pieno regime la funzionalità di tutti i servizi entro il 2006, in concomitanza con la chiusura della programmazione del Fondo Sociale Europeo. Un appuntamento, questo, al quale l'Italia non è arrivata prerparata, nonostante la sua Legge 68 sia, come detto, all'avanguardia.Va ricordato infine che l'Unione Europea, nel proprio Piano d'Azione 2008-2009, aveva indicato nella messa in atto della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e nell'elaborazione di una direttiva antidiscriminazione, una serie di strumenti utili a coniugare disabilità e lavoro: accessibilità dei Centri per l'Impiego, occupazione all'insegna di flessibilità e assistenza, inclusione attiva, misure positive e supporto al reddito per i periodi di disoccupazione.
*Testo pubblicato da «Redattore Sociale», con il titolo di Lavoratori disabili: legge 68 applicata "a macchia di leopardo", qui ripreso, con lievi adattamenti, per gentile concessione
Fonte Superando.it

mercoledì 5 maggio 2010

Istruzioni operative per le aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l'emarginazione scolastica - a.s. 2009/2010

IUniScuoLa: ecco la nota prot. n. 3152 del 3 maggio 2010 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della RicercaDipartimento per l'IstruzioneDirezione Generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazioneUfficio VI
Oggetto: Art. 9 del C.C.N.L. Comparto Scuola – Misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica. Anno Scolastico 2009/10.
In data 16 marzo 2010 è stato sottoscritto da questo Ministero e dalle OO.SS. il contratto integrativo nazionale, attualmente in via di registrazione, finalizzato a stabilire i criteri e i parametri di attribuzione delle risorse per le scuole collocate in aree a rischio educativo, con forte processo immigratorio e per la dispersione scolastica, così come previsto dal vigente CCNL (art. 9, comma 2, lettera d). Il ritardo nell’avvio della contrattazione, dovuto anche a difficoltà connesse alla riorganizzazione degli uffici, non ha consentito di procedere ad una rivisitazione dei criteri finora seguiti. Pertanto, la decisione di assegnare le risorse per l’anno scolastico 2009/2010 secondo i criteri già in atto, discende altresì dalla valutazione che in varie sedi i progetti sono già in corso e sono stati progettati e realizzati secondo i precedenti criteri. L’analisi delle relazioni di monitoraggio e valutazione, relative all’anno scolastico 2008/2009, inviate da codesti Uffici alla scrivente Direzione Generale ha, tuttavia, consentito di elaborare un quadro riassuntivo delle situazioni in atto, mettendo in evidenza punti di forza e criticità, nonché interessanti proposte per il futuro che nascono dalla sperimentazione delle azioni in situazione.Nel corso degli incontri con le OO.SS. è stata, perciò, evidenziata e condivisa la necessità di procedere al finanziamento dei progetti delle istituzioni scolastiche, già avviati e in corso, suddividendo il fondo a disposizione sulla base dei medesimi criteri adottati per lo scorso anno, secondo la tabella, allegata alla presente circolare. Come è noto, il comma 2 dell’art. 9 del vigente C.C.N.L. – Comparto Scuola, dispone che ogni Direttore Generale regionale stipuli apposito contratto integrativo con le Organizzazioni Sindacali firmatarie del C.C.N.L. al fine di definire i criteri di utilizzo da parte delle scuole del fondo accreditato da questo Ministero, la durata dei progetti, gli obiettivi delle azioni nell’ottica della prevenzione del disagio e della lotta all’emarginazione scolastica, nonché i sistemi di rilevazione dei risultati da comunicare alla scrivente e alle Organizzazioni Sindacali medesime. Pertanto, al fine di garantire l’efficacia delle misure e degli interventi concordati, si raccomanda alle SS.LL. di procedere rapidamente all’avvio della contrattazione per la stipula dei contratti integrativi regionali con le OO.SS., i quali saranno sottoscritti all’esito della procedura di certificazione del contratto integrativo nazionale, esito che sarà tempestivamente comunicato.Le SS.LL. medesime, conclusa la contrattazione integrativa regionale, vorranno trasmettere all’Ufficio scrivente il relativo atto negoziale per l’acquisizione di ogni utile notizia a sostegno della sollecita attuazione dei progetti e per l’andamento dei connessi adempimenti di monitoraggio e valutazione finale.Come sempre, pare opportuno ricordare la necessità che le azioni progettuali da finanziare attribuiscano particolare attenzione ai seguenti elementi:
inserimento dei progetti nel Piano dell’Offerta Formativa di ciascuna scuola coinvolta e piena consapevolezza e sensibilizzazione del corpo docente rispetto a tale impegno,
centralità della persona e dei suoi bisogni e personalizzazione dell’apprendimento, nonché attenzione prioritaria agli studenti a rischio di dispersione e di abbandono per qualsivoglia ragione, ai nomadi e agli studenti di recente immigrazione non italofoni,
ricerca del coinvolgimento attivo di tutte le componenti scolastiche nelle azioni progettate, con particolare attenzione per i genitori e gli altri soggetti territoriali, nell’intento di realizzare una reale “alleanza educativa” con questi soggetti,
utilizzo di una didattica coinvolgente e a carattere laboratoriale, che favorisca il ruolo attivo dello studente e un apprendimento per scoperta, affrontando problemi e compiti avvertiti dallo studente come significativi per il contesto in cui vive e per la propria storia personale.
Le competenti commissioni regionali provvederanno a selezionare e definire i progetti finanziabili, sulla base dei criteri sopra indicati nonché in relazione con le priorità e le risorse disponibili territorialmente. A conclusione di tale operazione, le SS.LL. avranno cura di trasmettere allo scrivente Ufficio l’elenco delle istituzioni scolastiche destinatarie dei finanziamenti, comunque non oltre il 30 maggio 2010.Anche per il corrente anno scolastico, secondo quanto disposto dall’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), le rimesse finanziarie saranno effettuate direttamente dalla Direzione Generale per la Politica Finanziaria e per il Bilancio. Il finanziamento relativo all’anno finanziario 2009 è compreso nei capitoli 1188, 1179, 1183 e 1203, ognuno denominato “Fondo per le competenze dovute al personale delle istituzioni scolastiche, con esclusione delle spese per stipendi del personale a tempo indeterminato e determinato”, rispettivamente per l’istruzione prescolastica, l’istruzione elementare, l’istruzione secondaria di 1° e 2° grado, iscritti nello stato di previsione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.Le risorse finanziarie di cui trattasi, relative all’anno scolastico 2009/2010, sono attribuite direttamente alle istituzioni scolastiche, i cui progetti risultino approvati, nell’ambito dei finanziamenti complessivi ripartiti tra gli Uffici Scolastici Regionali, secondo gli importi riportati nell’allegata tabella “A”. Si rammenta che la quota di finanziamento, disponibile per ogni regione ed assegnata, a seguito di ripartizione, ai singoli istituti scolastici, è da considerarsi comprensiva degli oneri a carico dello Stato.Sembra, altresì, opportuno suggerire alle SS.LL., nell’ambito di una razionalizzazione delle politiche dell’istruzione, la necessità di gestire in un’ottica unitaria i finanziamenti provenienti a ciascun USR e destinati al medesimo ambito di intervento, ancorché provenienti da differenti capitoli di bilancio o da Soggetti istituzionali diversi dall’Amministrazione centrale. E’ importante che la stessa impostazione di gestione unitaria delle risorse venga adottata anche dalle Istituzioni scolastiche, al fine di evitare o ridurre al minimo la frammentazione della progettualità. Infine, in considerazione del fatto che il C.C.N.L. - Comparto Scuola è scaduto il 31 dicembre 2009, e che questo costituisce al momento reale impedimento per l’avvio tempestivo del confronto con le OO.SS. per l’individuazione di nuovi criteri e parametri per l’ assegnazione delle risorse per il 2010-2011, si raccomanda alle SS.LL. di fare presente alle scuole, che hanno in corso progettazioni pluriennali con prosecuzione degli stessi anche nel prossimo anno scolastico, che la contrattazione nazionale per il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro non è ancora avviata e che vi può essere la possibilità di una radicale revisione dell’istituto contrattuale dell’art. 9 stesso, tale da non rendere, allo stato, queste risorse certe e disponibili per gli anni successivi e per le medesime finalità.Unita alla presente e corredata dalla tabella A, si trasmettono il contratto integrativo siglato e le schede, una generale e l’altra analitica, che le SS.LL. utilizzeranno per la trasmissione allo scrivente Ufficio, entro il 30 maggio 2010, dell’elenco delle scuole i cui progetti, previamente validati e graduati, siano stati ammessi al finanziamento di cui all’oggetto, e si raccomanda di prestare massima attenzione alla compilazione della stessa specie nel riportare correttamente i codici meccanografici delle istituzioni scolastiche assegnatarie delle risorse, al fine di evitare ritardi o errori nell’assegnazione delle stesse.Si ringrazia per la consueta fattiva collaborazione.
IL VICE DIRETTORE GENERALEf.to Sergio Scala

Allegati:

Tabella A Scarica

C.C.N.L. Scarica

Scheda Generale Scarica

Scheda Analitica Scarica

lunedì 3 maggio 2010

Polverini da Formigoni: "Voglio una sanità alla lombarda"

L'incontro tra i presidenti della Regione Lazio, Renata Polverini, e della Regione Lombardia, Roberto Formigoni




Da oggi pomeriggio sulla scrivania del presidente della Regione Lazio ci sarà il simbolo della Lombardia. L'ha confidato ai giornalisti Renata Polverini, al termine del colloquio, a Palazzo Pirelli con il presidente Formigoni, che le ha fatto dono di una scultura di Arnaldo Pomodoro che rappresenta la Rosa Camuna. Si è trattato di un lungo colloquio dopo il voto regionale in cui "abbiamo verificato - ha riferito Formigoni - una perfetta sintonia sulla gerarchia degli obiettivi importanti, abbiamo esaminato i rispettivi problemi e le prospettive, aprendo un canale di dialogo e di collaborazione".Il presidente lombardo ha sottolineato che "siamo entrambi federalisti alla maniera del PdL, crediamo cioè nel rafforzamento del ruolo delle Regioni a vantaggio dei cittadini e non della burocrazia. E' un federalismo che concepiamo fondato sulla sussidiarietà, sulla centralità della persona e della famiglia, sul lavoro e sul sostegno alle imprese". "Dovevo venire a trovare Roberto Formigoni - ha detto Renata Polverini - punto di riferimento per tutto il centro-destra e presidente della Regione economicamente più importante d'Italia". Polverini ha parlato di un "asse" tra Lazio e Lombardia "che possa contribuire al benessere dell'intero Paese, nel quadro di un federalismo solidale e a vantaggio dei cittadini e non degli apparati politici e burocratici"."Nella mia Regione - ha proseguito la presidente del Lazio - ho ereditato criticità ed emergenze: ritengo molto importante lo scambio di idee con chi guida una Regione virtuosa". Il riferimento è in particolare alla sanità, "commissariata, che da sola rappresenta il 60% del deficit sanitario nazionale. Intendo prendere esempio dal sistema di monitoraggio e di controllo delle prestazioni della Lombardia, e farlo diventare uno dei fattori fondamentali di una riforma sanitaria nel Lazio". "Pensa davvero di riuscirci", le è stato chiesto da un giornalista. "Sì, lo penso davvero".
(Lombardia Notizie - Ln - Milano 3 maggio 2010)